10 MILIONI DI EURO E ALTERNATIVE.

inserita il 14/08/2011 - da: LUCA SCIACCHITANO

In questi giorni di ferie ho avuto modo di riflettere più a lungo su cosa si potrebbe fare con i 10 milioni di euro che il Senatore D'Alì è riuscito a farsi dare dalla presidenza del consiglio dei Ministri, quale ristoro alle attività belliche libiche che hanno penalizzato pesantemente la nostra provincia ed il comparto turistico.

Sebbene l'idea dei voucher (o buoni sconto) sia valida, penso però che sia un ristoro temporaneo e, a meno che non riusciamo ad ottenere 10 milioni ad ogni stagione (cosa di cui dubito fortemente), credo che sia il caso di considerarli un "una tantum" e quindi trattarli con la massima attenzione.


Infatti, a settembre Ryanair presenterà la timetable invernale per i voli da/per Trapani e ho il sospetto che potrebbe essere anch'essa penalizzata dalle operazioni militari in Libia, manifestando quindi una situazione di permanenza, più che una situazione temporanea che necessita di un ristoro temporaneo.

Infatti, nessuno, fino ad oggi ha decretato la fine delle ostilità e/o la fine dell'urgenza di utilizzo dell'aeroporto militare di Birgi.

Si spera che la guerra in Libia finisca presto, ma a quanto pare, quest'ultima sembra in una fase di stallo: pochissime sono le notizie che giungono da oltremare e, l'assalto al Rais Gheddafi, che doveva rovesciare il regime è prima rallentato, poi si è impantanato ed adesso sembra aver perso tutto lo slancio e la carica iniziale passando da una "primavera araba" ad uno stanco "autunno nordafricano".

Mi preoccupano i parallelismi possibili che possono essere fatti con le altre guerre (o "missioni di pace") in cui l'Italia è invischiata.
Mi preoccupa pensare che, pur in un clima di austerità e di ricerca di risorse economiche, i tagli alle missioni estere sono stati risibili a significare l'importanza di tali missioni per lo Stato Italiano.
E mi preoccupa pensare che alcuni conflitti ci tengono impegnati da decenni sui teatri di guerra mondiali.

I 10 milioni arrivati come ristoro potrebbero quindi essere un lieto ma isolato (e l'unico) contentino per un blocco delle attività dell'aeroporto che potrebbe protrarsi per più anni di fila.

Pertanto, se da un lato la realizzazione di voucher turistici potrebbe portare un ristoro nelle tasche degli operatori relativamente alla stagione turistica 2011, dall'altro lato si rischia di restare a bocca asciutta negli anni successivi.

Infatti il problema non viene affrontato alla radice ma si cercherebbe solo di curare l'effetto, lasciando incancrenire la causa senza avere più risorse, nel futuro, per risolvere definitivamente il problema.

Allora, forse, potrebbe essere più interessante recidere quel cordone ombelicale che tiene l'aeroporto civile sotto il comando delle necessità dell'aeroporto militare.

Infatti, se non vado errato, la struttura dell'aeroporto civile non appartiene ai militari ma è zona civile, laddove, invece la pista è condivisa con i militari.

E il blocco dei voli è stato causato proprio dalla necessità (prendiamola per buona) da parte dei militari di avere utilizzo esclusivo della pista.
In seguito, il comando dell'aeroporto militare di Birgi, decideva di concedere il co-utilizzo della pista, anche all'Airgest, in determinati orari e a determinate condizioni.

Quindi, per riassumere, la nostra catena di cause/effetti si presenta così:

1) Guerra in Libia (potremmo andare ancora più indietro, ma partiamo da qui)
2) Necessità di utilizzo della pista condivisa.
3) Dimezzamento dei voli
4) Danno all'economia basata sul turismo.

Se noi intervenissimo solo sul punto 4, ovvero cercassimo di tamponare i danni, non risolveremmo il problema alla fonte e quindi ricadremmo nella stessa difficoltà alla prossima stagione turistica, semmai la "guerra" in Libia non dovesse finire entro tale data (e questo è più che probabile senza nessuna sollecitazione esterna).

Quindi, secondo me, sarebbe più utile costruire una pista "civile" autonoma, staccandosi dalla sudditanza dell'aeroporto militare ed usare i 10 milioni proprio sul punto 2 della nostra piramide.

In questa maniera, più che ristorarci dentro una casa edificata sulla sabbia, stringeremmo i denti per l'anno 2011 ma costruiremmo una casa edificata (un pò di più) sulla roccia.
Fermo restando che i problemi legati al turismo a Trapani sono tanti, questo potrebbe essere un tassello importante per il futuro della nostra economia.


P.S. alcune precisazioni:

1) l'idea di una seconda pista ovviamente non è mia. Io rifletto solo sul fatto se sarebbe più o meno pressante utilizzare i soldi giunti dallo Stato per una cosa, per l'altra o, se ce la si fà, per entrambe.

2) Non sono un esperto di aeronautica quindi non so cosa possa comportare il costruire una nuova pista a livello di corridoi aerei e di burocrazia statale ma mi accodo a quanti hanno ventilato questa ipotesi che sembrerebbe percorribile a patto di avere i soldi per realizzarla... ed i soldi, a quanto pare ci sarebbero.

 

 

 

© 2010 Luca Sciacchitano
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