NOTA FACEBOOK DI FRANCESCO SALVATORE BORGHI

news inserita il 16/03/2011 - da: LUCA SCIACCHITANO

Con la sua autorizzazione pubblico una nota del Rag. Borghi relativamente alle strisce blu piazzate nel comune di Erice.

Io ho una mia opinione, che fino ad un certo punto combacia con quella di Borghi ma nella conclusione se ne discosta un attimo.
Domani pubblicherò anche la mia opinione sulla questione delle strisce blu per non mettere troppa carne al fuoco oggi.

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LA DITTATURA DELLA “SOSTA A PAGAMENTO” NEL TERRITORIO ERICINO NEL “BLU DIPINTO DI BLU”.-

Il programma televisivo denominato “Le Iene” di Italia uno, nel corso di un servizio che è andato in onda nella serata del giorno 23.02.2011, ha messo in evidenza il noto problema riguardante i parcheggi a pagamento a fascia oraria, “strisce blu” sulla carreggiata, che sarebbero “abusivi”, con conseguente danno sia agli automobilisti che agli operatori economici, in quanto in base al nuovo Codice della Strada -Decreto legislativo nr. 285/1992- i parcheggi a pagamento a fascia oraria dovrebbero essere situati fuori dalla carreggiata, ossia posti in specifiche zone di parcheggio dove non passa il traffico dei veicoli come per esempio, a mio parere, in Via Manzoni che risulterebbero “regolari”. Una trasmissione che, certamente, lascia spazio a ”dubbi”. Del resto, non è la prima volta che le “zone “blu” finiscono nella bufera.

Da molto tempo, infatti, si discute sul fatto se questo tipo di parcheggio sia legale o illegale. Per me quella delle “zone blu” da azzerare, è diventata una questione di principio perché ritengo si tratti di una forma di vessazione nei confronti dei cittadini amministrati, già soggetti passivi della tassa di proprietà sulle autovetture. Mi sia consentito ricordare a chi di competenza, con rispetto parlando, che il Regolamento Attuativo del Codice della strada, DPR nr. 495/1992, art. 141, punto 1, precisa che i margini della carreggiata sono segnalati con “STRISCE DI COLORE BIANCO” e quindi, a scanso di equivoci, in assenza di striscia di margine bianca la carreggiata è da intendersi da marciapiede a marciapiede. Al “danno” economico si aggiunge anche la “beffa”, in quanto non solo la “zona blu” restringe una parte di carreggiata, zona pubblica, ma soprattutto limita il diritto di libera circolazione, ossia una sottrazione del bene all’uso da parte degli utenti della strada.

Ad ogni buon fine, reputo opportuno riportare qui di seguito gli articoli del nuovo Codice della strada che disciplinano la materia:

- Definizioni stradali e di traffico, art. 3, punto 7), CARREGGIATA: “Parte della strada destinata allo scorrimento dei veicoli; essa è composta da una o più corsie di marcia ed, in genere, è pavimentata e delimitata da strisce di margine.

- Regolamento della circolazione nei centri abitati, art. 7, comma 6,: “Le aree destinate al parcheggio devono essere ubicate fuori della carreggiata e comunque in modo che i veicoli parcheggiati non ostacolino lo scorrimento del traffico”.

- Arresto, fermata e sosta dei veicoli, art. 157:

Comma 1, lettera c): per sosta si intende la sospensione della marcia del veicolo protratta nel tempo, con possibilità di allontanamento da parte del conducente.

Comma 6): nei luoghi ove la sosta è permessa per un tempo limitato è fatto obbligo ai conducenti di segnalare, in modo chiaramente visibile, l’orario in cui la sosta ha avuto inizio. Ove esiste il dispositivo di controllo della durata della sosta è fatto obbligo di porlo in funzione.

- Regolamento Attuativo del Codice della strada, DPR nr. 495/1992, art. 141, punto 1, strisce di margine della carreggiata: i margini della carreggiata sono segnalati con strisce di colore bianco.

Secondo la mia modesta interpretazione, ne consegue che l’utilizzo di aree pubbliche comunali che insistono sulla carreggiata non possono essere destinate a sosta oraria tariffata “strisce blu”, ma semplicemente, laddove non è vietato, ad area libera di parcheggi gratuiti, con sosta a tempo limitato come dispone la normativa di cui sopra. In ogni contesto “pubblico” che si rispetti prima vengono individuate le esigenze della comunità amministrata, nella fattispecie apposite aree destinate a parcheggio gratuito, e poi le esigenze di “cassa”.

In conclusione, con apposita istanza datata 07 marzo 2011, diretta agli Organi istituzionali del Comune di Erice e, per conoscenza, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trapani, ho chiesto taluni chiarimenti in merito alla questione della gestione dei parcheggi a pagamento a fascia oraria di cui trattasi, un ticket, a mio avviso, riconducibile all’epoca dei “dazi feudali” imposti dal Comune. Auspico che l’odierna Amministrazione comunale ericina faccia chiarezza. Con riferimento a quanto sopra detto, mi chiedo: entro quale specifica categoria tributaria possa essere inquadrata tale imposizione pecuniaria?

In ordine alla problematica sollevata, -obiettiva, reale e costante- , la domanda sorge spontanea: i suddetti parcheggi a pagamento “strisce blu” che insistono nel territorio ericino fuori d’appositi spazi sono conformi alla normativa sopra richiamata? Ciascun lettore, pertanto, è invitato cortesemente ad esprimere un suo libero pensiero, civile e democratico, che ringrazio anticipatamente, mediante questo “FORUM”.

 

 

 

© 2010 Luca Sciacchitano
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