LA STRANA COPPIA

news inserita il 11/03/2011 - da: LUCA SCIACCHITANO

Che Italia dei Valori, a livello nazionale, abbia perso la sua carica innovativa e riformista è ormai chiaro ai più.

Se la statistica non è un'opinione, IDV si è ormai attestata in quella fascia dove ruotano i piccoli partiti senza identità specifica con il costante rischio di non ottenere il quorum e quindi di vederesi non rappresentati nei vari centri decisionali.

Se si osservano le statistiche (prendo IPR marketing di novembre perchè è l'ultimo che da uno storico mensile) si può notare come a febbraio 2010 (data del congresso), Italia dei Valori viaggiava a gonfie vele.

Dopo il congresso, la fiducia tiene per un altro mesetto ma si vede chiaramente il crollo della fiducia in IDV da parte dei cittadini.

Cosa è successo al congresso di tanto sfiduciante?
Ebbene, io ero al congresso al Roma ed ho visto tutta la trappola orchestrata dai vertici nazionali ai danni dei militanti.
Ed ho sentito le bugie e le promesse non rispettate.

Innanzitutto si è posto sul palco un certo Vincenzo De Luca, con una condanna per sversamento di rifiuti e 2 rinvii a giudizio per concussione (se non ricordo male).
Una volta messo sul palco e indorato di lodi da parte di Antonio Di Pietro, si è chiesto alla folla se volesse appoggiare tale lestofante alla carica di Governatore della Campania.
I presenti hanno applaudito (tranne il sottoscritto e pochi altri) ma la base evidentemente non ha gradito soprattutto visto e considerato che l'appoggio a De Luca violava l'articolo 1 del codice etico di IDV.

Si era promesso di togliere il nome dal simbolo per dare quell'idea di unità e di gruppo politico, ma ancora oggi il nome è rimasto sul simbolo.
Figuratevi che al circolo di trapani non hanno dato le insegne da appendere al balcone (ce le siamo fatti da soli con le bandiere che avevamo dentro) proprio perchè in vista del rinnovamento del logo non aveva senso spendere soldi per stampare le insegne.
E infatti...

Si era promesso che sarebbero arrivati soldi ai circoli periferici, ma i soldi se li stanno spendendo in allegria Di Pietro & C.

A questo comportamento inspiegabile e vergognoso è seguito una "rivolta" della base (il sottoscritto ne è un esempio vivente), ma il partito era impreparato a gestire questo tipo di dissenso perchè non si era strutturato, nei territori, con persone che credevano nel partito e nel bene del partito.
Si era strutturato utilizzando la regola del massimo rendimento con il minimo sforzo: aveva inglobato persone provenienti da altri partiti, con il proprio pacchetto di voti e quindi interessati solo al proprio tornaconto piuttosto che al bene del partito.

Questi "rais" hanno trattato il dissenso nell'unico modo per loro concepibile: soffocandolo e reprimendolo.

Non dissimilmente da come ha fatto Gheddafi in Libia, ma senza l'utilizzo di armi e di bombardamenti.
I dissidenti sono stati ostracizzati e cacciati.
Spesso con metodi illeciti, violando i regolamenti stessi del partito.

E va via uno, vanno via due, vanno via 20, vanno via 1000 ed alla fine il partito si è ritrovato dall'8% al 5% nel giro di un anetto.

I fatti sono davanti gli occhi di tutti anche nella politica locale.
A Trapani abbiamo Nicola Causi che pur di mantenere il proprio potere e non dividerlo con nessuno ha portato il partito di nuovo ai livelli di 2 anni fa se non peggio.

IDV poteva aspirare (per lo meno su Erice) ad un dialogo costruttivo con il sindaco uscente (e probabilmente rientrante) e quindi a poter avere qualche possibilità di amministrare qualcosa sul territorio per migliorarlo e sistemarlo.

E sì che lo stesso Giuffrè aveva offerto una sponda a IDV chiedendo il cessate il fuoco ed intraprendendo un dialogo con l'amministrazione proprio in vista delle future amministrative.

Il problema era che sarebbe stato Giuffrè a dialogare con Tranchida e, è vero che tutta IDV ne avrebbe beneficiato, ma la persona che ne avrebbe beneficiato sarebbe stata Giuffrè, non Causi.

Quindi, a scapito del bene del partito, Causi ha preferito isolarsi e trascinare i suoi ... amici (?) nell'isolamento con lui.

E così IDV Trapani decide di allearsi con il PSI di Bobo Craxi.
Da notare l'ironia della vita che vede Antonio Di Pietro indagare Craxi padre ed IDV Trapani allearsi con il figlio e già questo sarebbe degno di una barzelletta da avanspettacolo.

Ma a parte l'ironia, questa scelta politica è un disastro dal punto di vista strategico perchè, qualsiasi cosa succeda alle amministrative IDV Trapani sarà SEMPRE all'opposizione.

L'unica possibilità sarebbe se il PD abbandonasse Tranchida e si schierasse con la "santa alleanza" IDV-PSI ed il loro candidato sindaco (opzione tanto remota quanto assurda).
In tutte le altro opzioni IDV starà all'opposizione sia che si tratti di amministrazione centro-destra, sia che si tratti di amministrazione di centro-sinistra.

E mi meraviglio che persone in gamba come Giuseppe Caradonna abbiano apposto la propria firma su questa strategia politicamente fallimentare giustificata solo dai personalismi del padrone di IDV a Trapani: Nicola Causi.

Ovviamente, in tutta questa fine strategia politica, è chiedere troppo il poter vedere il programma elettorale. Ovvero qual'è il progetto, la visione, il programma di IDV Trapani?

Lo chiedo con forza da un paio di anni ormai, ma suppongo che non sia politicamente importante questo dettaglio.

 

 

 

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